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di alessandrobalzani » dom ott 25, 2009 8:54 pm
Gentili amici della vela latina, armatori e appassionati, la stagione 2009 è appena terminata e mi sono reso conto della profonda crisi che la classe sta attraversando. Ho avuto modo di riflettere e confrontarmi con alcuni armatori e vorrei ora proporre delle eventuali soluzioni a questo difficile momento della vela latina. La soluzioni che propongo riguardano il regolamento di stazza e le sue classi.
(naturalmente quelle che seguono sono solo idee che potranno essere sviluppate con il contributo di chiunque voglia interessarsi)
Propongo due macroclassi, ognuna con un suo regolamento specifico.
La prima macroclasse, con il suo regolamento definito “Vela Latina Classica”, ha come obiettivo principale l’aspetto estetico, il rispetto dei canoni tradizionali e la facilità di conduzione delle barche.
Ad esempio; Per quanto riguarda l’estetica: - Obbligo di usare tutte le cime a tre legnoli. - Obbligo di usare bozzelli in legno.
Per quanto riguarda il rispetto dei canoni tradizionali: - L’accoppiamento barra/ timone dovrà prevedere la barra femmina e il timone maschio. - Il punto di scotta della vela maestra dovrà cadere al di sotto della barra del timone e dovrà essere fisso. Non sono ammesse rotaie, archetti o carrelli o qualsiasi artificioso sistema che porti il punto di scotta al di sopra della barra del timone.
Per quanto riguarda la facilità di conduzione: - Divieto di utilizzare il palo in poppa (il fiocco dovrà rimanere sempre murato sul bompresso) - Divieto di utilizzare l’archetto sulle lance (così facendo si ridurrebbe anche la superficie velica rendendo le barche più gestibili e levando loro il vantaggio che tale strumento ha sui gozzi). - La mura e la penna della vela maestra non potranno avere nessun tipo di regolazione che possa variare la tensione della vela lungo il lato dell’antennale. - Il paranco della scotta della vela maestra (qualora ci fosse) si dovrà sviluppare tra il punto di scotta e la bugna della vela.
La suddivisione in classi potrebbe essere così rivista, considerando i numeri attuali e il fatto che alcune classi sono praticamente inesistenti: Classe “0” o dei “Velieri”: imbarcazioni con LFT superiore a m. 9,50; Classe “A” o dei “Gozzi”: imbarcazioni con la poppa rastremata e LFT superiore a m.6,50 e fino a m.9.50; Classe “B” o delle “Guzzette”: imbarcazioni a poppa rastremata con LFT fino a m. 6,50; Classe “C” o delle “Lance”: imbarcazioni a poppa quadra.
La seconda macroclasse con un suo regolamento definito “Vela Latina Regata”, nascerebbe invece per rispondere alle esigenze di quegli armatori che hanno scelto di restaurare o replicare imbarcazioni che in tempi passati venivano costruite con lo scopo di competere tra loro in regata, o di quelli che hanno deciso di migliorare delle barche tradizionali per renderle più performanti spinti dalla recente rinascita delle competizioni a vela latina.
Le regate di vela latina infatti non sono un’invenzione moderna, pertanto già in tempi passati venivano costruite imbarcazioni il cui scopo era quello di competere.
Resta comunque necessario non discostarsi troppo dai parametri delle “Tipologie Navali Tradizionali” per quanto riguarda la progettazione delle barche al fine di evitare “mostri” o “aborti” che comunque nulla hanno a che fare con questo tipo di armo.
In questo regolamento si potrebbe comunque aprire la strada ad eventuali manovre che possano migliorare il rendimento delle imbarcazioni in regata.
Il principio ispiratore è quello che qualsiasi nuova manovra usata oggi dagli equipaggi potesse essere prodotta anche in antichità e con i materiali del tempo.
Le classi in "Vela Latina Regata" sarebbero solamente due; - Classe “Lance da regata”; - Classe “Gozzi da regata”.
In ogni caso i due regolamenti non disterebbero di molto, affinché alcuni armatori abbiano la possibilità di poter scegliere in quale classe competere e possano esserci comunque dei “travasi”.
(Ho anche ipotizzato delle bozze di regolamenti di stazza che ho sottoposto all’attenzione del Consiglio Direttivo AIVeL.)
Per quanto riguarda il discorso “Formula di Stazza” penso che sia arrivato il momento di sottoporre il problema ad un Ingegnere qualificato che possa trovare una formula più adatta (magari utilizzando il vpp, programma usato per la vela d’altura).
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di BOLZONEDELBAGLIO » gio ott 29, 2009 5:54 pm
Saluto a tutti gli armatori e appassionati di queste bellissime imbarcazioni!! Tutti noi ci siamo resi conto della crisi in cui versa la Vela e non solo quella Latina, e trovare la giusta soluzione non sarà certo facile. Per quanto riguarda noi "Latini"abbiamo il merito di avere creduto in quest’armo, recuperandolo, investendo tempo e danaro e credendo e puntando sulla classe Vela latina da noi stessi gestita. Certo che, l'evoluzione della classe dal punto di vista tecnico può avere creato degli handicap tra le varie imbarcazioni (ed Equipaggi!!).Secondo il mio modesto parere, il problema non è soltanto il regolamento, che senza dubbio può essere rivisto e migliorato, o un bozzello di Tuflon o di legno, che può migliorare le cose ma molte colpe le addosserei agli stessi armatori che magari navigano border-line all’interno dello stesso regolamento di Stazza. Detto questo, vorrei entrare in merito a ciò che stato proposto dal nostro amico Alessandro Balzani, analizzando soprattutto l’ipotesi della suddivisione in Macroclassi che potrebbe portare ulteriori confusione rendendo il Regolamento più debole; sarebbe più facile x tutti rimanere così come siamo,e magari adottare la proposta fatta la scorsa stagione dall’AIVEL e cioè quella di rendere obbligatorio l’uso di tutte le cime a tre legnoli e di usare bozzelli di legno(e non solo!!).Creare una “Classe Regata”mi sembra inopportuno!!troppa carne sul fuoco!! Condivido pienamente il discorso sulla formula di stazza;sono oramai tutti gli armatori che vorrebbero inserire il peso reale dell’imbarcazione nel computo dell’APM,e che vorrebbero inserire una proporzione tra lunghezza e peso della barca!!Ma non è certo quello il motivo della latitanza dai campi di regata di tantissime imbarcazioni,che spesso snobbano alcune manifestazioni o che magari devono scegliere fra più appuntamenti,rendendo vani gli sforzi fatti dai Circoli. Sicuramente dovremmo fare tutti un passo indietro cercando una maggiore collaborazione tra noi, direttivo compreso. Alberto Gai
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di adolfo » ven ott 30, 2009 12:54 pm
E' sicuramente necessario fare qualcosa per ristabilire gli equilibri che vanno sempre più mancando forse perchè l'AIVEL non e' riuscita a gestirli ...
A mio parere per prima cosa direi di separare le due tipologie di imbarcazioni esistenti , le lance dai gozzi , iniziando con partenze separate , risultati separati etc etc . Purtroppo abbiamo visto tutti che per le due classi ( lance e gozzi ) non sono stati trovati compensi idonei per ottenere un valido e reale risultato , forse perchè ''non e' possibile ''.
Concordo poi con tutto quello che è mirato a limitare ( stoppare ) ogni sorta di innovazione che non essendo di facile applicazione a tutta la flotta e da tutti gli equipaggi , ha sicuramente allontanato tantissimi armatori di bellissime barche a VELA LATINA dall'esasperato agonismo della regata .
saluto a tutti Adolfo Simonetti
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di alessandrobalzani » ven ott 30, 2009 1:56 pm
Oltre quanto già detto bisogna tenere in considerazione che esistono circa due tipologie di persone che partecipano alle regate di vela latina e prendo esempio dalle persone che hanno per prime risposto alla mia proposta;
La prima "Alberto Gai" è sicuramente un agonista, uno che pratica lo sport della vela tutto l'anno in diverse classi.
La seconda "Adolfo Simonetti", personaggio d'esperienza con anni di regate alle spalle che ora desidera partecipare alle regate di Vela Latina con una splendida riproduzione di Schifetto Carlofortino accompagnato da un equipaggio di amici.
Alberto arriva sicuramente molto preparato ed allenato nel fare le regate, mentre per Adolfo la cosa è più un passatempo domenicale.
Ritengo dunque che Alberto ed equipaggio possa andare a regatare e confrontarsi con team al suo livello, dove emerge anche una certa "fantasia" nel condurre la barca con sistemi tipo "tangone", aiuti nelle manovre ecc. Viene lasciata al regatante lo spazio all'inventiva, pur con metodi che potessero essere usati anche in passato.
Adolfo con il suo equipaggio e la sua splendida barca andrà invece a confrontarsi con equipaggi e barche più simili al suo. Non avranno il problema di utilizzare il tangone e le manovre saranno ridotte al minimo eliminando appunto tutte le "regolazioni".
(Adolfo, considerando la flotta andrà a finire che le "lance" andranno in "classe regata" con qualche gozzo tipo "Quinto da Masque", mentre in "classe classici" finiranno le barche tradizionali come la tua).
Sarà comunque necessario per entramble le macroclassi aggiornare la formula. Con questo sistema penso anche che ci potrebbe essere un riavvicinamento della flotta di Porto Torres e della flotta Ligure, che secondo me potrebbero trovare ottima la proposta di inserirsi nella "classe dei classici".
Quanto da me proposto viene fatto da anni nella vicina Palma di Maiorca: la flotta è divisa in due ma partecipa nello stesso campo di regata. Vengono fatte due classifiche e la cosa funziona. Non ci sono malumori perchè ognuno compete nella classe che preferisce.
Vi prego di continuare a riflettere cercando di essere costruttivi per il bene della classe e del nostro divertimento. E' ovvio che possano esserci altre soluzioni o altre proposte, questa è semplicemente la mia. E' anche ovvio che ogni armatore dovrà fare un passo indietro per essere in regola o con una o con l'altra macroclasse.
Ciao Alessandro
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di BOLZONEDELBAGLIO » ven ott 30, 2009 4:34 pm
Non vorrei essere frainteso!! Per quanto mi riguarda la vela è uno sport che amo moltissimo e ,nel limite del possibile, cerco di viverla a 360°. Non concordo con le macroclassi,poiché,come ho gia affermato nella precedente risposta,non vorrei che ulteriori e radicali cambiamenti del regolamento, rallentassero il lavoro di aggregazione e partecipazione, che nel bene e male,è stato fatto in questi anni!! Ciò non toglie che concordo con entrambi nel voler cercare di migliorare la situazione!! Mi ripeto!L’Aivel,la nostra associazione di classe,ha cercato lo scorso anno di introdurre (a partire dal 2010!) delle nuove regole che avrebbero dovuto riportare le nostre imbarcazioni ad uno stato originale,con la reintroduzione dei bozzelli in legno,di tutte le cime a trefoli e soprattutto l’ eliminazione di quel famoso “tangone”e tutte le sue manovre(carica alto,basso,Braccio,ecc..)che tanti problemi,sia in chiave tecnica che estetica,stava arrecando.Siamo stati noi armatori a bocciare la proposta!! La mia imbarcazione è stata costruita nel marzo del 1969 e la cui tipologia è definita “Canotto Carlofortino”;nel 2006 è stata completamente ristrutturata dal trincarino in su,mantenendo inalterato lo scafo,e soprattutto armandola”tradizionalmente” seguendo le regole della classe AIVEL. Sola la mia frequentazione ai campi di regata, ha fatto si che poter competere con le altre imbarcazioni,(ricordo il tuo bellissimo e velocissimo Carlinc!) era necessario “modificare” il lay-out di coperta migliorando alcune manovre. Facciamo quindi tutti un passo indietro,eliminiamo tutto ciò che non è tradizionale e facciamo navigare questi vecchi e nuovi “legni”come una volta,tutti INSIEME!!se questa è la soluzione..!! Però Adolfo, le partenze separate, veramente NO . Ma ti immagini una Vinetta con solo 10 barche di cui solo 2 lance!! Va bene classifiche separate,ma PARTENZE SEPARATE NO!! A proposito di gozzi e lance:vorrei ricordarvi , x esempio,che a Olbia per il Campionato Mediterraneo il battello “Macchiavelli”era 1° nella 1°giornata!! Con questo non voglio dire che le due tipologie siano uguali,non fraintendetemi. Ma come dice il mitico “Bagadin”:<<ogni barca al suo range, l’importante è rimanerci dentro,ovviamente pesando le barche!!>> TORNIAMO a navigare TUTTI INSIEME!!
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di alessandrobalzani » ven ott 30, 2009 5:23 pm
Ricordo le modifiche proposte dall'AIVeL alla scorsa assemblea, non c'ero ma ho seguito con molta attenzione la vicenda. Posso essere d'accordo sui bozzelli e sulle cime, ma non mi trovi d'accordo sulle manovre effettuabili. Attendo a non vendere per tradizionale ciò che non è. Per meglio far capire il concetto allego delle foto: In questa immagine vediamo presumibilmente una Tartana che pesca a strascico: come vedi usa un "buttafuori" sostenuto da un amantiglio. In questa foto un gruppo di Tartane è impegnata in pesca: come vedi usano il "buttafuori" e addirittura due vele murate sullo stesso. Tartana in pesca a strascico. Notare quante sono le vele esposte al vento e il particolare del "buttafuori" sostenuto con delle cime. Tartana vista di prua. Tartana in porto: noterai che il "buttafuori" viene tenuto pronto all'uso vincolato alla base dell'albero. Come vedi, la manovra che noi usiamo oggi veniva utilizzata ne più ne meno anche in tempi antichi e per motivi di lavoro. Sostengo dunque che questa manovra (come tante altre e te lo posso dimostrare con foto antiche alla mano) sia tradizionale ed usata anche in tempi antichi. Sarebbe un peccato perdere quest'arte marinaresca ma mi rendo conto che non tutti gli equipaggi possano essere in grado di fare certe manovre. Per questo propongo le macroclassi. Tieni anche conto di un'altra cosa. Nel Mediterraneo e precisamente nelle Isole Baleari sin dagli inizi del '900 si organizzavano regate con barche armate a vela latina. Venivano costruite delle lancie (Bot) con lo scopo di competere. Ho avuto occasione di vederle dal vivo ancora naviganti, tanto da rimanerne così affascinato e aver voluto costruire la mia "Alghero". Vuoi per caso dirmi che "Alghero" non è tradizionale? Ho semplicemente riprodotto una Tipologia Navale esistente e l'ho riproposta: il Bot da regata. Mi rendo però conto che è sbagliato far competere alcuni equipaggi e alcune barche sotto una stessa classifica e sotto uno stesso regolamento. A mio avviso, considerando la flotta e le persone che attualmente praticano la vela latina, una soluzione valida può essere quella delle macroclassi. Ti sembra giusto che "Quinto da Masque" allo stato attuale e con l'equipaggio attuale possa correre in classifica con "Principessa" o "Antonietta 1931"?
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di Mariolino » ven nov 13, 2009 12:29 pm
Ciao a tutti, ti ringrazio per l'opportunità che mi dai di poter esprimere il mio parere, concordo con tutto, ma sopratutto in quella parte dove chiaramente dici che sono gli armatori che devono decidere dove regatare. siamo noi che paghiamo e dobbiamo essere noi che decidiamo e nessun altro. a tal proposito sarebbe opportuno un chiarimento con la Zona, una riunione con i segretari di tutte le classe potrebbe servire a concordare una linea comune. mi permetto di sollevare anche un'altra questione che anch'essa sta provocando degli squilibri: i segretari di classe a mio avviso non dovrebbero assumere incarichi federali, e qui mi piacerebbe aprire un dibattito con tutti gli interessati. un ultima cosa, non di poco conto, non è vero che i giudici sono tutti uguali, vero è che anche qui dovremmo avere la possibilità di dire la nostra, sopratutto in quelle regate di interesse rilevante. un caro saluto Mariolino
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